«Giulia, non ti chiederò di raccontarmi qualcosa che non vuoi. Ma se qualcuno ti sta facendo del male, non devi affrontarlo da sola.»
Lei abbassò lo sguardo.
«Lei non capisce.»
«Probabilmente no. Ma posso ascoltare.»
Giulia si infilò la giacca.
Le mani le tremavano.
«Tra dieci minuti dovrà salire sul palco.»
«Il palco può aspettare.»
“NO.”
La sua voce diventò improvvisamente più ferma.
«Non può aspettare.»
Alessandro si voltò lentamente.
Giulia aprì la borsetta e tirò fuori una chiavetta USB.
Era piccola, argentata, con un graffio su un lato.
«Se le consegno questa, promette di non fare niente finché mia madre non sarà al sicuro?»
Alessandro guardò la chiavetta.
«Che cosa contiene?»
Giulia sentì le lacrime salirle agli occhi.
«La prova che l’uomo a cui state per consegnare dodici milioni di euro non dovrebbe nemmeno avvicinarsi a quell’ospedale.»
In quel momento, una voce maschile risuonò dal corridoio.
«Giulia? Amore, dove sei?»
Era Riccardo.
Giulia impallidì.
Alessandro capì.
E quando il professore comparve sulla soglia, trovò il miliardario in piedi tra lui e la sua fidanzata.
«Ah, eccoti», disse Riccardo, sorridendo. «Ti cercavo dappertutto.»
Poi notò la chiavetta nella mano di Alessandro.
Il suo sorriso scomparve.
«Che cosa gli hai dato, Giulia?»






