## PARTE 1 — IL CONIGLIO CHE ELISE AVEVA VIETATO DI PRENDERE

— La mamma mi ha detto che se Claire avesse provato a prenderlo, avrei dovuto dare questo coniglio a te.

Gabriel resta immobile.

Lucie strinse al petto il piccolo coniglio grigio come se fosse l’unica cosa in grado di proteggerla.

Le sue guance erano rigate di lacrime.

Due segni rossi le attraversavano la pelle chiara del polso.

Gabriel alzò lentamente lo sguardo verso Claire.

La donna bionda aveva posato il suo bicchiere di vino.

Marc, seduto accanto a lei, non disse altro.

— Claire?

— Gabriele, aspetta.

— Mi ha appena detto che le hai stretto il polso per prenderle il giocattolo.

Claire si alza.

— Non volevo fargli del male.

— Quindi l’hai toccata.

– SÌ.

Gabriele si posizionò istintivamente davanti a sua figlia.

– Per quello ?

Claire guardò il coniglio.

Un solo sguardo è sufficiente.

Gabriele lo vide.

— È questo coniglio che ti interessa davvero.

Claire chiuse gli occhi.

— Ascoltami prima di fare qualcosa di cui potresti pentirti.

— Da quando Elise è scomparsa, tutti mi hanno chiesto di aspettare prima di conoscere la verità.

Il nome ha suscitato una reazione in Marc.

Molto leggermente.

Ma Gabriele se ne accorse.

Elise, sua moglie, era scomparsa undici mesi prima.

Nessuno.

Nessuna richiesta di riscatto.

Nessun messaggio di addio.

La sua auto è stata ritrovata vicino a una stazione ferroviaria di Lione.

E da allora, più nulla.

Lucie aveva cinque anni all’epoca.

Per mesi si era rifiutata di dormire senza il coniglio grigio che sua madre le aveva regalato poco prima della sua scomparsa.

Gabriel non l’aveva mai considerato altro che un giocattolo.

Fino a stasera.

Si accovacciò davanti a sua figlia.

— Lucie, la mamma ti ha detto qualcos’altro?

La bambina rifletté per un momento.

— Ha detto di non lasciare mai vincere Claire.

Claire distolse lo sguardo.

“Perché?” chiese Gabriel.

Lucie scosse la testa.

— Ha detto che avresti capito.

Gabriel sentì un nodo formarsi in gola.

— Non capisco assolutamente nulla.

Marc si alzò improvvisamente in piedi.

— Forse dovremmo interrompere questa conversazione davanti alla bambina.

Gabriele si voltò.

— Perché ti preoccupa tanto?

— Perché sta piangendo.

— No.

Gabriel guardò Marc.

— Sei rimasto in silenzio finché Lucie non ha menzionato Elise.

Marc impallidì.

Claire intervenne:

“Gabriel, per favore.”

— Anche tu sapevi qualcosa.

– SÌ.

La notizia cadde come un macigno.

Gabriel fissò sua sorella.

Claire aveva tre anni più di lui.

Dopo la scomparsa di Elise, era stata lì ogni giorno.

Aveva accompagnato Lucie a scuola.

Ho preparato i pasti.

Ha dormito diverse notti nella camera degli ospiti quando Gabriel non era più in grado di funzionare normalmente.

Si fidava completamente di lui.

— Quanto tempo è passato?

Claire guardò Lucie.

— Non davanti a lei.

Gabriele prese sua figlia tra le braccia.

— Lucie, vai in camera tua. Arrivo tra cinque minuti.

Ma Lucie si rifiutò di lasciare andare il coniglio.

— Rimane con me.

Gabriel le baciò la fronte.

– Ovviamente.

Claire fece un passo.

Lucie fece un passo indietro immediatamente.

Quel movimento ruppe qualcosa sul viso di Claire.

— Lucie…

«Non toccarla», disse Gabriel.

Claire si fermò.

Quando il bambino uscì dalla stanza, Gabriele chiuse la porta.

Poi si rivolse a sua sorella.

— Ora, parla.

Claire guardò Marc.

Marc scosse la testa quasi impercettibilmente.

Gabriele vide il gesto.

— No. Nessun segno. Nessuno sguardo. Qualcuno sta parlando.

Claire è fonte di ispirazione.

— Elise aveva scoperto che Marc stava falsificando alcuni contratti dell’azienda.

Marc si alzò di scatto.

— Claire!

— È finita, Marc.

Gabriele si immobilizzò.

Marc Delcourt era stato il suo socio per nove anni.

Gestiva una parte significativa delle finanze di Morel Patrimoine.

— Quali contratti?

— Acquisizioni immobiliari.

– Quanto ?

– Non lo so.

Marc è intervenuto:

— Sta dicendo sciocchezze.

Claire lo guardò.

— Sei tu che mi hai chiesto di recuperare il coniglio.

Silenzio.

Gabriele sentì il sangue gelarsi nelle vene.

– Per quello ?

Claire iniziò a piangere.

— Perché Elise vi aveva nascosto qualcosa.

—

## PARTE 2 — COSA ELISE AVEVA CUCITO NEL CONIGLIO

Gabriel salì immediatamente nella stanza di Lucie.

La bambina era seduta sul suo letto, ancora accoccolata al suo coniglietto.

Non le ha strappato il giocattolo di mano.

Si sedette semplicemente di fronte a lei.

— Tesoro, devo dare un’occhiata a una cosa.

— Hai intenzione di romperlo?

— No.

— Prometti?

– Prometto.

Lucie gli porse lentamente il coniglio.

Gabriel esamina l’animale imbalsamato.

Inizialmente non trovò nulla.

Poi, dietro un orecchio, notò una cucitura diversa.

Più recente.

Claire, che era rimasta sulla soglia, mormorò:

— È lì.

Gabriele si voltò.

— Lo sapevi?

— Elise me l’aveva mostrato.

Questa volta Gabriele non capì nulla.

— Allora perché cercare di portarlo via a Lucie?